16 anni or sono, appena diciannovenne, studente al primo anno in Ingegneria Elettronica a Roma Tre, incontravo per la prima volta Lei.
Allora era soltanto una ragazzina di credo 16 o 17 anni che prendeva la linea 791 alla mia stessa fermata, quella di via Quirino Majorana, per andare a scuola.
Non ci conoscevamo, ci guardavamo e scrutavamo ogni mattina come in quei film francesi in cui i due protagonisti si incontrano solo alla fine.
Era bellissima: capelli neri, lisci e a caschetto mi pare, occhi neri o forse chiari, grandi e profondi, pelle chiara e liscia; si truccava leggermente con colori scuri per dar ancora più risalto alla luminosità dei suoi occhi ed alla propria bellezza; si vestiva in maniera seducente ma mai volgare.
Ricordo solo ora, mentre scrivo cercando di visualizzare le vie di Roma e la fermata dell’autobus, che un giorno c’eravamo conosciuti; “abbiamo un’amica in comune” diceva mia zia Valeria, che usava lo stesso bus per andare a lavoro. Avevo il suo numero di telefono, ma non riesco a ricordare se, come, quando e quanto ci sentivamo.
I cellulari praticamente non esistevano ancora – ebbi il mio Nokia 5110 solo 2 anni dopo come regalo dei miei genitori per il mio compleanno, 500.000 Lire, tantissimo a quei tempi –, pertanto usavo il telefono fisso di casa di mia nonna o le cabine telefoniche con le ormai tramontate schede prepagate della Telecom. O forse non ho mai avuto il suo numero e faccio confusione… Ho un vuoto.
Mi piaceva molto, ed io piacevo a lei, ma qualcosa era forse andato storto. Che cosa? Perché? Non riesco proprio a ricordare più nulla…
Due anni fa, a Roma per il matrimonio di mia sorella – o forse 7 anni fa per la sua laurea? oppure in un’altra occasione? –, stavamo a casa di mia nonna, vicino Piazzale Dunant. Un giorno, nell’andare a comprare i biglietti del bus, l’ho vista in quel bar grande prima del semaforo, l’isolato prima dell’UPIM. Una coincidenza fortuita…
Era lei, non mi posso sbagliare! Credo anche lei mi abbia notato…
Era con un uomo, immagino fosse suo padre, ed era uguale a come la ricordavo: un’incanto tornato dal mio passato…
Soltanto oggi pomeriggio, dopo l’allenamento di nuoto parlando con Antonio, mi sono ricordato di Lei.
Ho pensato a quanto tempo fosse trascorso, quanto tempo avevamo sprecato, quanto ne era dovuto passare perché mi accorgessi veramente di lei e avessi la maturità di dirle:
«Ciao, tanti anni fa prendevamo insieme il 791 su via Majorana, aspettandoci lì davanti e lasciando andar via il bus se l’altro non era ancora arrivato alla fermata, la nostra fermata.
Io sono Angelo, sono di nuovo qui, e tu sei sempre bellissima…»
